La Rivoluzione delle Idee: gli artisti

Il percorso della mostra prosegue con delle opere abbastanza provocatorie che prendono in esame i rapporti interpersonali tra gli uomini, l'amore, il sesso e la bellezza.
L'artista spesso denuncia, o ironizza sulla condizione dell'uomo, lancia gridi di allarme e ci esorta a riflettere in maniera più ampia su temi che sono vissuti da tutti quotidianamente.
Il corpo, la fisicità, l'eterno conflitto tra i sessi, nuovi modi di pensare e di vivere i sentimenti che forniscono un tassello importante in questa mostra che si prefigge di dare una sferzata alle credenze comuni o al benpensare un po' superficiale che attanaglia la nostra società.
Di seguito le schede critiche degli artisti: Levan Manjavidze, Margherita Barbera, Rita Bakhijsen, Olga Glumcher.
SCHEDE ARTISTI

LEVAN MANJAVIDZE
L’artista è nato in Georgia nel 1977 attualmente vive e lavora a Berlino
Formazione:
1994 - 1996. Tbilisi State University, facoltà di regia televisiva
1996-1999. Istituto nazionale di teatro e cinematografia della Georgia
1998. International peoples college, Helsingor, Danimarca
2000 - 2001. Accademia d’arte di Firenze, Italia
2003 - 2007. Scuola d’arte di Utrecht, Olanda.
Mostre Principali:
2009 - Mostra collettiva “Personal Politic - Contemporary Sensation” , presso Tacheles, Berlino, Germania.
2008 - Doppia personale presso la galleria Total a Berlino, Germania
- Mostra personale “Cake”, Berlino Germania
2004 - Doppia personale “Happyness as a Habbit” presso Gemeentebibliotheek a Utrecht, Olanda
2001 - Mostra personale presso il Salon Tsami a Tbilisi, Georgia
L’artista , la sua poetica e la mostra la Rivoluzione delle Idee:
L’artista presenta una serie di piccole opere figurative di piccole dimensioni in cui corpi di uomini e donne si intrecciano in posizioni d’amore o di lotta, è difficile stabilirlo. E’ proprio questa rappresentazione dell’incontro di due corpi il legame di questo artista con la Rivoluzione delle Idee, con un modo nuovo di concepire la realtà.
La passione e il sesso spesso nella nostra società non sono una danza armonica ma una competizione a volte violenta. Una critica al mondo moderno all’egoismo dilagante alla mancanza di comunicazione e alla miseria dell’uomo.
Ciò che colpisce in queste opere è proprio la trattazione figurativa di questi soggetti molto più vicini all’impressionismo e all’astrattismo che non a un realismo di tipo fotografico e contemporaneo. La trattazione della luce e del colore rispecchia la confusione interna dei soggetti la mancanza di una identità precisa anche nell’incontro con un altro sogetto.
Forse secondo l’artista l’amore e la passione seguono percorsi caotici, e non lineari come siamo abituati a pensare, in cui forze potenti e laceranti colgono la nostra parte esteriore (il cospo, la pelle) ma anche il nostro essere più profondo.

MARGHERITA BARBERA
Nata a Milano nel 1976 ma da sempre vive a Monza dove attualmente lavora e gestisce uno spazio dedicato all’arte.
Formazione:
L’amore per la pittura e per l’arte in generale le viene trasmesso dai genitori, grandi appassionati e collezionisti.
Si diploma nel 1994 al Liceo Artistico Preziosissimo Sangue di Monza , un ambiente rigido che non riesce a frenare la indole libera dell’artista.
Si iscrive poi alla Facoltà di Lingue e Letteratura Straniera senza tuttavia mai abbandonare la pittura. Frequenta diversi corsi all’Accademia di Belle Arti, e compie diversi viaggi in Francia, a Parigi dove viene a contatto con altri artisti e nuove influenze artistiche e culturali.
Tra il 2001 e il 2004 frequenta corsi di restauro facendo diventare questa sua passione come sua principale occupazione.
Nel 2008 apre apre a Monza il suo atelier aperto al pubblico, una sosrta di spazio in cui organizzare eventi culturali e ricreare un po’ di quella atmosfera assaporata nella capitale francese.
Mostre Principali:
Margherita Barbera espone le sue opere in permanenza presso il suo spazio espositivo a Monza
L’artista , la sua poetica e la mostra la Rivoluzione delle Idee:
L’artista lavora e si eprime pittoricamente attraverso l’uso di un tipo di figurazione molto espressiva, avvalendosi di una gamma cromatica molto particolare e connotata: colori naturali, terre, verdi, rossi molto forti e una serie infinita di marroni.
Il linguaggio di questa artista è maturo forte e introspettivo. Il tema centrale del suo lavoro è la persona, l’io interiore.
Margherita Barbera dirige la sua analisi sulla bellezza , fornendoci un nuovo concetto di estetica e nuovi canoni su cui riflettere. In questo risulta rivoluzionaria ma a differenza dei suoi predecessori le sue opere non sono urlate, non lanciano grida angosciate o critiche feroci alla società moderna che insegue canoni estetici lontani dall’uomo comune.
Margherita Barbera mette al centro delle sue opere i suoi corpi, grassi, deformati, rannicchiati, deboli e vulnerabili. Non sono dei semplici nudi, L’artista riesce a mettere a nudo l’anima.
Gli sfondi indefiniti delle opere ci aiutano a capire che questi non sono altro che ritratti interiori raffigurazione di quella parte di noi più nascosta e fragile quella che tentiamo di proteggere a tutti i costi, ma che ci caratterizza come individui unici e diversi dagli altri.

RITA BAKHUIJSEN
Nata ad Amsterdam nell’ottobre del 1950, attualmente vive e lavora a Alphen aan den Rijn una cittadina tra Amsterdam e L’Aia.
Formazione:
L’artista ha studiato per 5 anni e si e laureata all’Accademia d’Arte di Leiden/Haarlem
Mostre Principali:
2009 - Mostra presso la Accademy Gallery di Leiden
2008 - Mostra Personale presso la chiesa Goede Herderkerk
2008 - Mostra Personale presso la chiesa di Bron
2007 - Mostra personale Hooghemraadschap van Rijnland Leiden
L’artista , la sua poetica e la mostra la Rivoluzione delle Idee:
L’artista opera nel campo della figurazione ma i suoi lavori colpiscono per l’originalità dei soggetti e delle inquadrature. Appare chiaro il carattere rivoluzionario, dissacrante e ironico del suo lavoro in campo artistico.
La pittura per la Bakhuijen è un modo per comunicare , l’artista è in contatto diretto con le tele, usa le dita per stendere il colore, l’artista stessa è dentro le sue opere.
La rivoluzione di questa mostra è quella di cercare di fornire allo spettatore, nuovi concetti di bellezza, e anche questa artista ci propone la sua personale interpretazione su questo tema centrale nella storia dell’arte che poi è anche la storia dell’evoluzione dell’uomo e della società.
Giungiamo alla conclusione che la bellezza non è più un fattore estetico, non siamo animali il cui valore va misurato dalla bellezza e dalla perfezione delle forme.
Le opere di quest’artista sono urla, sono parole di critica, ma anche risate di chi ha trovato una nuova visuale, un nuovo punto di vista per esaminare la realtà per gridarne le degenerazioni e le esagerazioni.

OLGA GLUMCHER
L’artista è nata nel 1982 a Kiev in Ucraina
Formazione:
Dal 1990 al 2001 compie i suoi studi artistici presso lo studio privato “The Piramide”.
Nel 2005 porta a compimento con successo il Master in arti grafiche presso Institute of Publishing and Polygraphy, NTUU”KPI”, a Kiev.
Mostre Principali:
2009 - Mostra Personale “Yes Boss” presso “Fondu Bar” a Kiev Ucraina
2008 - Mostra Personale “Wet Fishes” presso Art-café “almamater” a Kiev, Ucraina.
2003 - Mostra e performance presso lo studio “The Pyramide” in occasione dell’ Inbternational Youth Forum, Koncha-Zaspa, Ucraina
1998 - Mostra collettiva presso lo Studio “The Pyramide”,Kiev, Ucraina.
L’artista , la sua poetica e la mostra la Rivoluzione delle Idee:
L’artista presenta delle opere figurative realizzate con la tecnica ad olio.
Olga Glumcher come altri artisti in questa mostra getta uno sguardo dissacrante, malizioso e sensuale sull’universo delle relazioni umane e dei rapporti di coppia.
Il sesso e i rapporti tra uomo e donna hanno subito profondi mutamenti nel corso degli ultimi decenni, e la rivoluzione sessuale è stata come una grande ondata di marea che ancora non esaurisce il suo effetto.
Queste opere sono intrise di stereotipi sessuali tra i più trasgressivi e pruriginosi. Tuttavia se interpretiamo tali opere a un livello meno superficiale; andando nel profondo scopriamo che l’artista mette al centro del suo lavoro la donna e la sua dignità come individuo.
Sono opere critiche sul ruolo che la bellezza del corpo femminile esercita sulla nostra società. La donna è vista spesso come un’oggetto senza spessore come un’elemento ornamentale , come uno strumento di piacere, o come una macchina per procreare.
L’artista sembra volersi ribellare a questa condizione umiliante della donna che suo malgrado subisce. Sono opere forti e di denucia coraggiose che non parlano solo si una bellezza decorativa e ammiccante, ma aggrediscono lo spettatore lo metton in un agolo e lo fanno diventare preda di un sofisticato gioco psicologico.
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