Giugno 2008

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Leone Verde: sesta sala

di artdirector (22/06/2008 - 23:57)

Nella sesta sala della mostra troviamo altri tre artisti e introduciamo una nuova tematica.
Giovan Battista della Porta nel 1584 riportava nei sui scritti ilo funzionamento della camera obscura, diffondendo quindi  questo ritrovato della tecnica che diventerà nei secoli la macchina fotografica.
In queste sala troviamo quindi le foto dell'artista Mary Mansey, in cui ritroviamo la concettualità presente in opere di arti artisti della mostra, come Alessadro Consonni, Maciej Gador, Andrei Dobos e altri. La natura, l'acqua e i suoi riflessi sono quasi astrazioni dell'emotività dell'artista che trasfigura i soggetti per renderli personali e per comunicarci la propria interiorità. Anche Benjamin Vasserman lavoroo nell'ambito della fotografia, ma in questo caso le tematiche sono diverse.  le sue rappresentazioni sembrano quasi delle costruzioni utopiche, un po' come le teorie degloi alchimisti alla ricerca della pietra filosofale in grado di trasformare tutto in oro e di avvicinarsi alla perfezione.
Infine ci sono gli oggetti di Tonie Van Marle, anch'essi assemblamenti di parti oggetti recuperati e ricombinati per diventare qualcosa di nuovo e prezioso. Essi rappresentano quel percorso di trasformazione verso la perfezione  perseguito dagli alchimisti.



SCHEDE ARTISTI


Mary Mansey

Il suo vero nome è Veronica Basset, vive attualmente ad Aix les Bains in Francia

Formazione:
2005  - School of Business, (Institut díAdministration des Entreprises), Grenoble    France
L’artista ha un background di grafica e conoscenze avanzate in comunicazione a tutti i livelli


Mostre Principali:
L’artista è rappresentata dalla galleria  AGORA GALLERY di Chelsea nello stato di New York (USA)
 

L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde

L'artista lavora in ambito fotografico. La serie di lavori esposti nella mostra  rappresenta dei paesaggi molto particolari in cui l'attenzione non è posta tanto su ciò che viene raffigurato ma su come l'artista interpreta ciò che vede attraverso le inquadrature e la luce.
Anche la fotografia come pittura e scultura può essere fortemente espressiva. Mary Mansey così come altri artisti  presenti in mostra riflette le proprie emozioni  nella natura, l'acqua e le sue onde diventano uno specchio distorto dai sentimenti dell'artista e dai propri ricordi. Le fotografie assumono quindi una valenza quasi astratta, ma anche fantastica  grazie ad un utilizzo particolare della luce.
La connessione di queste opere con il tema della mostra è nella riflessione sulla natura e nella tecnica artistica utilizzata.Gian Battista Della Porta a Cui si ispira questa mostra già nel 1584 riposrtava degli studi sulla camera oscura descrivendone il funzionamento e le caratteristiche, l'antenato più antico della macchina fotografica.



Tonie van Marle


L’artista vive e lavora ad Amsterdam nei Paesi Bassi.

Formazione:
Ha frequentato l’Istituto Artistico AKI in Olanda e in seguito ha studiato Letterature Anglo-irlandesi ad Amsterdam e a Dublino. Attualmente si occupa di arte e letterature ed è partecipe in varie  organizzazioni artistiche.


Mostre Principali:

2007 - Mostra colletiva di carattere  internazione, “Antichi Palazzi - Coelvm” organizzata da Camaver Kunsthaus presso Palazzo Cesi, Acquasparta, Terni
2006 - “Terra per uomini liberi” Antichi Palazzi, Palazzo Martinengo, Sondrio
        - “153 children’s boxes”, Verkuno, Koetshuis Mensinge, Roden (NL)
        - Mostra inaugurale della galleria Camaver Kunsthaus di Simona Cao, Sondrio
        - “Kijk op de Wijk- Kunst in het Westerpark”, Art in Westerpark, Haarlemmerwerg, Amsterdam (NL)
        - Mostra personale SVB (Social Insurance Bank), Van Heuven Goedhartlaan 1, Amstelveen




L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde

L’artista Olandese alla sua quarta partecipazione alla rassegna di arte contemporanea di Acquasparta presenta una serie di piccole creazioni, degli oggetti gioiello realizzati con materiali di recupero: pezzi di computer, di vecchi orologi e altro.
Il processo creativo di queste opere come di altre opere di questa artista consiste nel trasformare gli oggetti con cui entra in contatto facendoli evolvere in qualcosa si nuovo apportando minime modifiche, accostandoli ad altri, ma soprattutto caricandoli di valenze differenti.
E’ proprio per questo processo di trasformazione molto creativo che l’artista è stata scelta per fare parte della rassegna, anche gli alchimisti partivano da elementi base e poveri, come il ferro, il piombo, il mercurio o lo stagno e li raffinavano, li mischiavano, li sottoponevano a strani e complicati processi, o fasi evolutive con lo scopo ultimo di renderli perfetti. Un po’ come fa Tonie Van Marle in un senso più estetico.



Benjamin Vasserman

Nato nel 1949 in Estonia

Formazione:
1979 Estonian Academy of Art (graphic art)

Mostre Principali:
Personali:
2003  - Gallery Haus, Tallinn, Estonia
2001  - Gallery of Embassy of Estonia, Riga, Latvia
1998   - House of Holy Spirit, Randers, Denmark; Gallery La Galerie Passage, Tallinn, Estonia
Collettive più recenti:
2008  - Artoteque.com Online Annual of Contemporary Art 2 ART TIME 2008, London, United Kingdom
         - Artoteque.com Online Global Art Annual 3 ART NOW 2008, London, United Kingdom
          - 7th Lessedra World Art Print Annual ñ Mini-Print 2008, Sofia, Bulgaria
 
2007  - USM International Print Exhibition 2007, Penang, Malaysia
         - USM International Print Exhibition 2007, Hatyai, Thailand
         - European Masters of Modern Art 2007 (EMMA 2007), Burgau, Austria
        - Penang International Art Festival 2007, Malaysia
        - Artoteque.com Online Global Art Annual 2 ART NOW 2007, London, United Kingdom
         - 4th International Engraving Biennial - Douro 2007, Alijo, Portugal
         - Seoul International Print, Photo & Edition Works Art Fair SIPA 2007,   Korea
         
L’artista la sua poetica e la mostra Leone Verde

Le opere di Vasserman sono delle elaborazioni fotagrafiche digitali, ritorna ancora la fotografia  in questa mostra, questa volta coaudiuvata dalle nuove tecnologie, come nuovo ed inesplorato era il campo d’azione degli alchimisti e dei Lincei.
L’artista crea delle composizioni che sembrano frutto di calcoli matematici, delle opere che indagano misteri reconditi, formule per raggiungere risultati prodigiosi, come il sintetizzare della mitica pietra filosofale.
Opere molto suggestive ed elaborate in cui tecnica, creatività, raffinatezza  delle forme contribuiscono ad offrire  un momento di riflessione culturale allo spettatore.
Benjamin Vasserman può a buon diritto essere considerato un novello alchimista e forse il loro ruolo è stato proprio raccolto dagli artisti, cioè indagare non solo nella natura ma anche oltre, in territori quasi inesplorati.

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Il Leone Verde ...

di artdirector (28/05/2008 - 19:01)

La Camaver Kunsthaus a nome di tutto il suo staff vuole ringraziare tutti gli artisti che hanno dato vita alla mostra "Il Leone Verde: alla ricerca del sè creativo" presso il fantastico Palazzo Cesi ad Acquasparta.
Un ringraziamento particolare anche al comune di Acquasparta per la collaborazione e l'ospitalità

The whole staff of Camaver Kunsthaus International would like to thank all the artists partecipating at the event: "The Green Lion : the spirit itself".
A special thank to the city of Acquasparta for the collaboration.

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Il Leone Verde: alla ricerca del sè creativo

di artdirector (25/04/2008 - 19:00)



ANTICHI PALAZZI - IL LEONE VERDE : LA SCOPERTA DEL SE' CREATIVO.

Luogo: Palazzo Cesi - Corso Lincei, Acquasparta (TR)

Periodo : dal 23 maggio al 24 giugno

Inaugurazione : venerdì 23 maggio ore 18.00

Orari: da lunedì a sabato dalle 16.00 alle 20.00
        Sabato 24 giugno apertura mattutina con visite guidate dalle 10.30 alle         12.30. altri giorni e orari su richiesta e appuntamento

Info line: +393285930092  oppure  info@camaver.com


Leone Verde
Leone Verde è il nome del progetto che prenderà il via durante il mese di giugno e che ruoterà attorno a una mostra d'arte contemporanea.  Si svolgerà nelle splendide sale seicentesche di Palazzo Cesi ad Acquasparta (TR). La mostra fa parte della serie Antichi Palazzi che, a Palazzo Cesi,  è ormai giunta alla sua quinta edizione.
Come gli scorsi anni la rassegna va ad inserirsi nel programma del Festival Rinascimentale e coinvolgerà artisti provenienti da tutto il mondo, i quali, attraverso le loro esperienze  e i loro linguaggi daranno vita a un evento articolato e di ampio respiro.
Leone Verde é il titolo del progetto  che comprenderà pittura, scultura, letteratura e musica e che trae ispirazione  da uno dei personaggi più significativi  che frequentarono in passato  Palazzo Cesi  e l'Accademia dei Lincei: Giovan Battista Della Porta.
Della Porta, vero uomo  rinascimentale,  oltre ad essere stato  il vice presidente dell'Accademia, fu una delle personalità più importanti del suo periodo storico: fu un alchimista che oltre  ad aver inventato la camera oscura  scrisse libri sulle scienze naturali, la fisiognomica, la crittografia e l'ottica.
Leone Verde è il simbolo usato dagli alchimisti per sintetizzare  diversi concetti: esso rappresentava il mondo naturale, vegetale e minerale ed  era il simbolo dell'energia  linfatica delle piante, ma anche dei processi di trasformazione dei metalli; spesso questo simbolo era associato al VITRIOL (acronimo di un motto latino che in Italiano suona : "visita l'interno della terra e rettificando troverai la pietra nascosta", cioè la medicina)
Il Leone Verde rappresenta anche uno degli stadi fondamentali del processo alchemico: la trasformazione, l'evoluzione, il plasmare la materia. Spesso rappresentato con un sole tra le fauci come  sintesi del riappropiarsi delle energie vitali naturali.
L'alchimia era quindi più di una scienza: essa si fondeva con la metafisica. Le scienze naturali e quelle occulte si intrecciavano per cercare di trovare una spiegazione dei fenomeni naturali, una simbiosi affascinante che si prefiggeva di produrre l'elisir di lunga vita e la pietra filosofale; tutto ciò altro non era che il tentativo di rimettere  un ordine aureo agli squilibri che si osservano cioè non solo alle malattie ma anche alle idee.
L'alchimia diventa quindi  un' esperienza corporea di controllo e dominio dell'energia spirituale attuato attraverso la definizione di un passaggio simbolico a cui corrisponde una determinata qualità del pensiero (putrefazione, calcinazione, distillazione, sublimazione).
Riassumendo si può considerare il Leone Verde come raffinata rappresentazione del sè creativo, descritto come  agente di questa trasformazione spirituale. L'arte diventa quindi un processo  non mediato dall'intelletto  ma istinto puro messo al servizio del sè creativo.
Un processo di interiorizzazione di energie creative  per poi esteriorizzarle attraverso diversi linguaggi, come ne sarà esempio la mostra  dal titolo: Leone Verde

Eventi Correlati:

Da Venerdì 23 concorso popolare per premiare l'artista migliore in mostra

Sabato 24
ore 16.30 Proiezione del trailer  del film tratto dal racconto "il Fabbro di Acquasparta"

ore 17.00 presentazione e lettura del nuovo racconto dello Scrittore Carlo Mario Cerroni: "Il Leone Verde"


Visite Guidate:


Venerdì 23
ore 18.30 circa dopo il discorso di apertura della mostra

Sabato 24
dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 nel pomeriggio


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Chiesa di San Giuseppe il Video

di artdirector (30/06/2007 - 11:36)

A short video with the pictures taken inside the churc of San Giuseppe in Acquasparta

Un breve video amatoriale realizzato con le foto fatte all'interno della Chiesa di San Giuseppe, sezione staccata della mostra Coelvm



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COELVM: ottava sala

di artdirector (29/06/2007 - 17:19)

Nell'ottava sala si trovano le opere forse più ermetiche di tutta la mostra che più si spingono oltre nella ricerca stilistica e poetica.
In particolare si trovano le opere di Franco Margari, Yari Ostovani, Tove S. Hellerude Hamish Horsley.
Le opere di Margari hanno come protagonista le luce e la natura, come abbiamo osservato anche in altri artisti la natura è uno strumento per comunicare uno stato d'animo, qui in particolare la natura è manifestazione della potenza di Dio che con la sua luce arriva ad illuminare tutto a tagliare violentemente la composizione, conferendo grande lirismo e forza alle opere d'arte.
Simile è il concetto che sta dietro le opere di Horsley di cui abbiamo parlato nella sesta sala.
Nelle opere di Tove Hellerud ciò che più interessa l'artista è la materia, il tessuto di cui sono fatte le cose, il cielo, la terra la natura in generale. Benchè le composizioni sembrino ordinatamente racchiuse in forme geometriche, la materia scardina la forma pronta as esplodere in tutte le direzioni.
Anche Ostovany appare fortemente interessato alla materia ma la sua ricerca va oltre la fisicità delle cose, egli appare affascinato da quella luce che pervade le tele di Margari, la materia di cui è fatta la parte spirituale dell'uomo.



SCHEDE ARTISTI:



FRANCO MARGARI

L’artista vive e lavora a Firenze in Italia.

Formazione:

L’artista è approdato alla pittura dopo 15 anni dedicati alla grafica approfondendo  in particolar modo le tecniche incisorie.
In pittura i suoi esordi sono  di natura paesaggistici per poi maturare un suo linguaggio  più astratto ed essenziale

Mostre Principali:

“Quattro Pittori a Prato”, Palazzo Datini, Prato - 2000
“Orizzonti”, mostra personale, Galleria Art Point Black, Firenze- 2000
Mostra personale, Palazzo Pretorio, Certaldo - 2000
“Free Tee”, Galleria S. Vidal, Venezia - 2001
Mostra Personale, Museo Diocesano, Firenze - 2004
Mostra personale, Villa Magnaguti, Città di Goito (MN) -  2004
Concorso Internazionale “Firenze” : Primo premio fiorino d’oro - 2004
Biennale di Arte Sacra, Pistoia - 2006
“Verso un Nuovo Esistenzialismo”, Palagio di parte guelfa, Firenze - 2006
“Arcipelago”, Studio Sassetti Cultura, Milano, 2006
Mostra  personale presso Palazzo Ex Borsa a Ferrara - 2006
“Cromaticos”, Castello Estense a Ferrara, mostra collettiva - 2007


L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

L’artista Franco Margari presenta delle opere che si muovono nel campo dell’astrazione.
Tuttavia nelle opere dell’artista sembra scorgersi un certo impianto di derivazione naturalistica e paesaggistica, sicuramente frutto di studi fatti dal vivo e sulla natura.
Secondo criteri di una nuova branca dell’arte contemporanea che vede gli artisti specchiare le proprie emozioni nelle forme e soprattutto  nei colori della natura.
Molto notevole è l’uso della lice che piomba nelle composizioni quasi come un taglio  lacerante illuminando ogni cosa.
La forza è la spiritualità di queste opere è data appunto da questo elemento fondamentale che si collega in maniera molto consona all’interno della mostra COELVM, sapendo interpretare lo spirito dei “Lincei”: attenti alle forme della natura ma con un rapporto illuminista nei confronti della religione.




TOVE S. HELLERUD

L’artista è nata  il 29 dicembre 1958  vive e lavora in Norvegia, il suo studio si trova nella cittadina di Horten.

Formazione:
Scuola superiore secondaria, diploma d’arte
Fokl high School, diploma in disegno, ceramica a Sandefjord ,Norvegia
Accademia d’Arte Holbaek - Danimarca
Diploma in disegno e ceramica in Danimarca
Billedskolen, Diploma in arte , Copenhagen Danimarca
Royal Accademy of Art, Copenhagen, Danimarca
College Regionale di Akersus, Norvegia

Mostre Principali:
2007 - Gallery Sala Barna, Barcellona, Spagna
2006 - Montserrat Artgallery, Soho, New York, U.S.A.
2006 - Scandinavi/art, Camaver Kunsthaus, Lecco, Italia
2005 - Mostra collettiva estiva  a Holmestrand, Norvegia
2004 - Mostra collettiva alla Kjeidsaas Gallery, Norvegia


L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

Le opere di Tove Hellerund colpiscono per la grande raffinatezza e per l’assoluta informalità. L’artista sembra più interessata alla materia alla struttura del colore e della materia. La sua ispirazione la si trova in natura ma anche in un muro sberciato.
La presenza dell’artista  all’interno della mostra COELVM è dovuta al clima che l’artista riesce a creare con i suoi lavori. Le suggestioni che queste opere d’arte trasmettono con i loro colori e le campiture ben ordinate in cui il colore sembra esplodere e volersi ribellare alla costrizione della forma.
Costrizione della forma e libertà del pensiero temi che pervadono questa rassegna a Palazzo Cesi.



YARI OSTOVANY

L’artista di origini iraniane vive e lavora a Reno nello stato del Nevada negli Stati Uniti.

Formazione:
MFA: Master in Belle Arti, Istituto d’Arte di San Francisco, California,USA
BFA: Bachelor in Belle Arti, Istituto d’Arte di San Francisco, California,USA
BA: Bachelor in Arte, Università del Nevada, Reno, Nevada,USA

Mostre Principali:
2006 - Mostra collettiva presso la Shepppard Fine Arts Gallery, Reno, Nevada, USA
2003 - Mostra collettiva  presso la HotHouse Center of Performance & Exhibition, Cichaco, Illinoi, USA
2000 - Mostra collettiva, Koeln Galerie, Colonia, Germania
1999 - Mostra collettiva, Centro culturale Niavaran, Teheran, Iran
1997- Mostra collettiva, National Press Club, Washington, D.C., USA

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

“Sono interessato a ricostruire la memoria  in maniera pittorica come  stratificazioni di luce, struttura e profondità, la fusione tra l’essenza del silenzio e della stasi con l’essenza del movimento.”

“Sono sempre stato interessato nell’investicazione delle relazioni tra arte  persiana e arte occidentale: tra la mia innata predisposizione naturale, e l’edicazione  impartitami.”

“Per  molto tempo il mio  lavoro è stato caratterizzato da una sorta di amnesia culturale e di mancanza di origini, la mancanza di una memoria culturale”

Yari Ostovany

La ricerca dell’artista è quindi quella  di ricostruire la memoria ancestrale dell’uomo e di ognuno di noi, attraverso uno stratificarsi si luci, colori, materiali. Immagini astratte  e meditative  che si  rapportano con il tema della mostra nella parte che ripesca alle tradizioni considerandole parte importante e essenziali per poter andare avanti  nella propria crescita personale.

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COELVM: settima sala

di artdirector (27/06/2007 - 11:09)

Nella settima sala, lo studio di Federico Cesi,  sono presenti solo  le opere di Romano Mazzini, uno scultore  che  si raccorda in maniera sublime con  tutti gli altri artisti, sia nella tematica che nella ricerca. Con le sue sfere, le sue città ideali  che sembrano dei mondi sospesi nel cielo vaganti per l’universo ci spinge a riflettere su temi come la libertà.
L’uomo deve costruirsi il proprio paradiso su questa terra deve dare vita alla propria città interiore ideale basata sui propri principi etici e morali.


SCHEDA ARTISTA


ROMANO MAZZINI

Romano Mazzini  è nato  a Imola il 14 settembre 1939 vive e lavora a Deruta in provincia di Perugia a Pochi chilometri da Acquasparta

Formazione:
Ha studiato presso L’Istituto Statale D’Arte di Faenza, allievo dello scultore Angelo Biancini.
E’ stato docente  della Cattedra  di Plastica   presso l’Istituto Statale d’Arte della Ceramica  di Deruta
Ha insegnato scultura presso L’Accademia delle Belle Arti di Perugia

Mostre Principali:
2000 - Mostra (promenade sonora/visiva) in collaborazione con Massimo Monacelli - Rocca Paolina - Perugia.
1996 - Mostra Personale - Galleria  Cantico delle Creature, Sacro Convento di S. Damiano in Assisi
1995 - 4° Mostra Internazionale della Ceramica - Mino - Giappone
1994 - Mostra personale presso la Galleria del Comune di Terni
1993 - Mostra Antologica, Rocca Paolina a Perugia

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’opera di Romano Mazzini è molto varia  e di grande interesse artistico. L’artista proporrà per la rassegna COELVM una serie  di sculture in ceramica della serie “Cities”
L’artista crea con le sue mani delle piccole città ideali  dalle forme sferiche quasi dei piccoli globi, pianeti in cui ordine, razionalità e armonia sembrano essere le forze che regolano questi piccoli mondi.
L’artista è demiurgo  e osservatore distaccato di questi piccole città che sembrano prendere vita, dalle quali finestre ci aspettiamo affacciarci un piccolo personaggio.
La connessione con il tema della mostra quindi chiara, la connessione con l’universo e la “prosaicità” delle città è unito dal senso, o dalla voglia di libertà.

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COELVM: sesta sala

di artdirector (26/06/2007 - 10:57)

Entrando nella sesta sala troviamo  alcune opere di Hamish Horsley, Simona Cao, Alessandro Consonni e Fabio Castagna (di cui abbiamo già parlato in precedenza).
Nelle opere dell’artista Horsley il colore  e la forma sono  strumenti che egli usa per creare dei piccoli mondi  oppure totem scultorei, quasi a voler celebrare qualche divinità esotica.
L’ artista sembra averela necessaria  padronanza per manipolare in cielo e ritrarne immagini e mondi che coinvolgono anche il sé più profondo.
Anche le opere di Simona Cao risultano personali ed espressive. La ricchezza degli elemennti inseriti nella tela ci ricordano  universi stellati e galassie lontane ma anche  una voglia di andare oltre, verso quella dimensione che è metafisica o forse pura emozione. Infine le opere di Alessandro Consonni che fanno da trait d’union tra gli altri artisti.Nelle sue opere


materia e  paesaggio trovano equilibrio e esprimono energia e bellezza, quella delle emozioni che il cielo e la  natura sanno donare  a chi possiede la giusta sensibilità.


SCHEDE ARTISTI:


HAMISH HORSLEY

L’artista  di origine Neozelandese lavora attualmente a Londra in Inghilterra.

Formazione:
I suoi primi studi sono in Nuova Zelanda , ma ventenne si trasferisce in India dove passa due anni in un monastero sull’Himalaya.
Successivamente si trasferisce a Londra dove completa la sua formazione  alla London’s City e Guild Art School

Mostre Principali:
2004 - Garden ExhibitionPresso il giardino di Sir Harold Hiller, Romsey, UK
2001 - “Coloured Earth”, WM Gallery, Amsterdam, Olanda.
2001- Summer Sculpture Show, Hannah Peschar Gallery, Londra, UK.
2000 - Mostra presso la Chumleigh Garden Gallery a Londra, UK.
2000 - Festival Exhibition , Royal Circus Gallery, Edimburgo, Scozia.
1998 - Immagini Tibetane, Museo d’Arte e Design, Helsinki, Finlandia.
1996 - Viaggi - sculture, disegni e fotografie, Sarjeant Gallery, Nuova Zelanda.
1994 - Immagini Tibetane, Stadio Olimpico, Barcellona, Spagna.



L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
Hamish Horsley è un artista in grado di esprimersi attraverso diverse forme espressive, quali la pittura, la scultura il disegno e la fotografia. Partito con la figurazione (paesaggi e nature morte) in gioventù subito il suo interesse si è spostato verso un tipo di arte  astratta che potesse riflettere il suo tumulto spirituale ed ecologista.
Col passare degli anni  l’artista acquisisce una maggiore consapevolezza supportata anche da filosofie orientali. Molto importanti diventano le opere pubbliche monumentali in cui l’artista può infine confrontarsi direttamente con l’ambiente entro cui l’opera è inserita e di cui ne diventa parte. Le sue sculture diventano architetture naturali che seguono determinate linee energetiche. Le opere che Hamish Horsley presenta all’interno della mostra COELVM presentano una rappresentazione personale del mondo. I colori e le sfumature  sono riflessi dell’animo dell’artista che si pone al centro delle composizioni anche se non visto. La sua è l’opera di un novello demiurgo che rispetta le regole della natura e ne rimane affascinato.



ALESSANDRO CONSONNI

Nasce il 10 febbraio 1954 a Monza. Oggi l’artista ha il suo studio d’artista a Lissone  a poca distanza da Monza.

Formazione:
1974 - Diploma di maestro d’Arte in Arredamento  presso L’Istituto Statale D’Arte di Cantù
Successivamente consegue un Diploma di Laurea  presso  il Politecnico di Milano in Industrial Design.
Dal 1976 L’artista lavora  anche come grafico pubblicitario in una sua agenzia di comunicazione.
Dal 1994 si dedica attivamente e con profitto alla professione di artista.

Mostre Principali:
2006- Personale presso Camaver Kunsthaus Boston, Boston, Massachussets, USA
2006 - Personale presso Latin American Gallery, Los Angeles , California, USA
2006 - Personale  presso G.F. Cunningham  Museum Foundation, Chicago, Illinois, USA
2005 - Personale presso Johanna Martinez Art Gallery, Dilsen, Belgio
2005- Collettiva, BLU - Antichi Palazzi - Torre Viscontea, Lecco
2005 - Collettiva , “La musica è nell’aria”, Antichi Palazzi, Palazzo Cesi, Acquasparta TR
2004 -  Personale presso, International Art Gallery , Parigi, Francia
2004 - Collettiva  presso Abbazia di Vinetz, Chalons en Champagne, Francia
2004 -  Personale  presso Galleria Passo Blu - Genova capitale della cultura europea, Genova.


L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

La sfida  di Consonni è di comunicare, attraverso l’arte pittorica  realizzata  esclusivamente a olio, servendosi cioè del colore,  i propri stati emozionali personali riguardanti gli eventi naturali.
La comunicazione di Consonni tende ad estremizzare  la pittura figurativa trasformandola in astrattismo post-impressionista  con valenze neorealiste. Alessandro Consonni dipinge  esclusivamente per il piacere personale di farlo e per rendere partecipi  dei suoi stati d’animo.
Appare quindi chiaro da queste parole che la presenza dell’artista nella rassegna COELVM. l’amore per la natura e  il bisogno di esprimersi. Ma anche la volontà di mostrare la bellezza dei colori del cielo nei suoi mille aspetti, e della natura in generale: del vento, della neve, dei campi  e delle onde.



SIMONA CAO

Nata a Sondrio  nel 1969 dove tutt’ora ha il suo studio artistisco.
somona Cao è il manager della galleria Camaver Kunsthaus a Sondrio

Formazione:
Studi privati in materie artistiche.
Corso presso Musei di Ceramica Internazionale di Faenza

Mostre Principali:

Simona ha partecipato a diverse mostre personali e collettive in tutto il Nord Italia e a mostre internazionali  con Camaver Kunsthaus International



L’artista la sua poetica e la mostra COELVM



Simona  Lavora nell’ambito dell’arte astratta concettuale, e le sue opere assumono un grande valore artistico e decorativo in cui  i materiali e i colori assumono valenze di  preziosissime gemme.
Oltre ai colori anche le forme sono importanti  per l’artista, gestualità libere che richiamano forme arcaiche e simboliche quali la spirale; linee sinuose che evocano la femminilità.
L’artista è connessa col tema della mostra  tramite il suo simbolismo  materico e le atmosfere psicologiche  e simboliche con cui sono pervase le sue opere.

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COELVM: quinta sala

di artdirector (25/06/2007 - 16:42)

La quinta   sala è una di quelle occupate dalle bibbliotechee qui incontriamo le sculture di Renata Berk e le pitture di  Romano Santarini.
Renata Berk porta aventi il  filone psicologicodella mostra attraverso la modellazione : associando esperienze personali e moti interiori in forme rubate alla natura. Ci troviamo di fronte a frutti e noci o a nostri organi interni? L’artista applica l’analisi minuziosa che era prerogativa anche dei Lincei al campo dell’introspezione psicologica.
Santarini invece  si muove nella surrealità di un mondo fantastico proprio come molti artisti che abbiamo già visto. Anche nelle sue opere gli elementi sono delle simbologie spesso non facili da interpretare ma che di sicuro ci conducono in regioni affascinanti e inesplorate. La luna  enigmatica e misteriosa e la chiocciola elemento che in quasi tutte le sale viene ripreso dagli artisti ci rammenta la ciclicità delle cose, della natura e della vita



SCHEDE ARTISTI


RENATA BERK

L’artista nata nel 1962  vive e lavora a Utrecht in Olanda

Formazione:
2004 - Workshops di scultura in bronzo a Veen
1997 - Artcentre in Kerala South India
1991 - Scuola d’Arte a Utrecht, Olanda
1987 - Studi di disegno a Utrecht, Olanda

Mostre Principali:
2006 - Rasterhof Hoevelaken
2005 - Open Atelier Utrecht
2004 - Garden Klein Dennenbosch, Eefde
2003 - Open Atelier Utrecht
2001- Galerie 408 Amstersam

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
All’inizio Renata Berk realizzava pesci o conchiglie, forme  più o meno figurative con una connessione  con il mare. Il pesce fu un simbolo molto importante per l’artista,  venuto a galla dal suo inconscio e dai suoi sogni, ma che ha connessioni con l’educazione cattolica di Renata Berk.
Recentemente l’artista ha preferito esporre opre più intime, come la serie degli strani frutti e della fertilità, e anche questo  trova dei legami nella vita passata dell’artista.
La vita è un miracolo nella  via in cui  ci mostra la sua forza dalla nascita attraverso la crescita, ma stupefacente anche nella vecchiaia e nella morte.
Per l’artista la materia e lo spirito sono connessi  in una maniera misteriosa e intrigante.
Ed è spesso la materia nelle sue forme naturali o nelle forme in cui le forze della natura hanno agito ad interessare l’artista.
Renata Berk è stata scelta per la mostra COELVM oltre che per la sua evidente bravura tecnica e la grande forza evocativa anche per ricordare l’antico legame che lega l’Accademia e quindi Acquasparta all’Olanda, terra di origine di Van Eeck.
Queste opere sottolineano la curiosità di analizzare la natura secondo una sensibilità personale, magari secondo un processo simile che portò  i Lincei nelle loro molteplici esplorazioni.



ROMANO SANTARINI


Romano Santarini nato a Pian del Voglio (Bo) nel 1954, è residente in Prato dove vive e lavora.

Formazione:
Ha frequentato la scuola d’Arte con specializzazione in serigrafia.

Mostre Principali:
Nel corso degli anni ha preso parte a numerose manifestazioni e mostre in Italia e all’estero.
Di recente : Personale a Firenze 2006, Personale a Udine 2007, Cromaticos Ferrara 2007
Sue opere si trovano in permanente alla Galleria Torelli di Montecatini Terme e Pistoia



L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

“Sono convinto che osservare il vero col desiderio di copiarlo secondo l’istinto ( questo ha
comandato per millenni ) significa cercare di scoprire, di conoscere più intimamente l’Uomo
l’animale o l’oggetto nel contesto di un amore e di una ammirazione per tutto il Creato.
Questo si esplicita nella tecnica  e nel linguaggio pittorico dando atto di quell’amore e di quella
ammirazione con umiltà alla universalità della pittura.
La pittura non fine a se stessa quindi,  ma mezzo per comunicare emozioni sentimenti e i misteri
celati che regnano entro l’animo di tutti. “
Romano Santarini

Le opere dell’artista hanno una particolare correlazione con il tema della mostra, l’artista ci mostra forse una terza strada che sta a metà tra scienza e religione. Le opere sono surreali e ricche di elementi e significati simbolici. L’artista guarda alla luna come la meta di un viaggio nell’inconscio e i gusci di lumaca sono forse un simbolo ermetico di un viaggio attraverso altre vite.

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COELVM: quarta sala

di artdirector (21/06/2007 - 09:04)

Nella quarta sala della mostra COELVM sono presenti  diversi artisticonnessi da fili sottili.
Le opere di Tiina Salo sono degli arazzi  in cui nel cielo stellato appaiono fenomeni astronomici affascinanti e magici. Lo studio di tali fenomeni è lo studio della loro belezza intrinseca sembra alla base dell’interesse dell’artista che non pone l’accento sulla realtà astronomica ma sulla brillantezza dei colori sulla espressività delle forme regalandoci tele dall’atmosfera magica  e onirica..
Vi sono poi le opere di Patricia Saco  che  mantiene questa atmosfea magica , in cui sono presenti diversi tra gli elemnti che finora abbiamo analizzato. L’osservazione della natura  è specchio di emozioni,  i pensieri  dei personaggi  si sviluppano anche  dalla testa per diventare cielo e seguire  altri percordi e altre suggestioni.
Infine Tray Mead che crea un suo vero e proprio mondo  fastastico in cui il cielo è grande protagonista. Di notte per l’aria si muovono fatine e pianeti sconosciuti, da visitare durante i nostri sogni, proprio mentre i foletti sono impoegnati a usare  i nostri strumenti quotidiani.



SCHEDE ARTISTI:


TIINA SALO DEVRIES

L’artista Vive a Karo in Finlandia e ha il suo studio d’artista nella vicina cittadina di Rauma

Formazione:
2000 - Accademia di Design a Kuopio - Finlandia
1997 - Master in Belle Arti alla Università di Rochville - USA
1997 - Studi pedagogici presso l’Università di Helsinki - Finlandia
1996 - Studi di Storia della Cultura all’Università di Turku - Finlandia
1990 - Studi presso l’Università di Tampere - Finlandia
1984-87 - Corso di Disegno tessile  a Kuopio - Finlandi

Mostre Principali:
Mostre Personali:
1999 Kaarinan Galleria, Nivala, Finland
1996 Vanha Kunnantupa, Parainen, invited by Organ festival and Parainen City
1990 Kyrön Galleria, Isokyrö, Finland
1990 Vanha Pappila, Vammala, Finland

Mostre Collettive:
1994 “From the Sky”, with Else Joutsi, Rauma Art Museum, Finland
1993 “Celestial Signs”, with Else Joutsi, Kotka Main Library, Finland
1993 “Celestial Signs”, with Else Joutsi, Arthouse of Nokia, Finland
1992 “Gates”, with Else Joutsi, Poriginal Galleria, Pori, Finland
1991 “Gates”, with Else Joutsi, Galleria Wanha Tasala, Rauma, Finland
1991 “Moon pearls”, with Taina Levonen and Eeva Westergård, Nakkila College of Handicraft and Applied Arts Nakkila, Finland

Si segnalano diverse partecipazioni a concorsi ead eventi estemporanei.


L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’artista Tiina Salo esprime la sua poetica attraverso uno stile molto personale sicuramente influenzato dallo stile  che  si può definire” neo romantico nordico”. E’ proprio l’aspetto romantico, naturalistico e sublime che più saltano all’occhio in questi lavori resi tuttavia con tecniche più povere rispetto all’olio su tela, fatto che le rende più vicine allo spettatore, quasi folkroristiche.
Le opere di Tiina Salo ben rientrano nelle tematiche della mostra collettiva COELVM, esse rappresentano il cielo e alcuni fenomeni atmosferici: aurore boreali, nuvole, stelle comete o semplicemente il sole visto dallo spazio. Quello di Tiina Salo appare quindi come un viaggio attraverso un mondo fantastico in cui la spiritualità non segue le regole dettate dalla religione, ma  dall’individuo che tuttavia si sente piccolo e indifeso nei confronti della immensità del cielo.



PATRICIA SACO

Nata il 31 maggio 1981 a Ourense, Galizia, Spagna

Formazione:
Scuola superiore d’arte “Manuel Peleteiro, Santiago de Compostela.
Studi di Graphic Design e Multimedia , promotional design, fotografia, illustrazione, produzione video, comunicazione  e marketing

Mostre Principali:
2007 - Mostra personale, Ostello della Gioventù, San Fermin, Madrid, Spagna
2006 - Mostra personale , La Moncloa de San Làzaro, Exhibition room, El Bierzo, Spagna
2006 - Mostra personale, Pazo da Peregrina (Ames council), Galizia, Spagna
2005 - Mostra collettiva, “Saborearte” (Arte e gastronomia) Area Temàtica Médulas, El Bierzo, Spagna


L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

Patricia Saco è una giovane artista in cui l’istintualità gestuale prende il sopravvento nelle composizioni, colorate e popolate da forme  molto evocative.
Anche nelle opere di  questa artista  è molto presente l’osservazione della natura, quasi come come fonte di ispirazione o anche come mezzo per trovare risposte a domande esistenziali.
Una luna brillante fa da sfondo a un albero spoglio, un’immagine mistica ed evocativa, in cui l’artista si mette a nudo di fronte al suo inconscio.
Una lunga tela arancione e gialla che richiama invece alla solarità e alle verità svelate, e alla gioia che ne consegue.
Lavori quindi che hanno un sottofondo psicologico in cui l’aspetto maschile e femminile notturno e diurno si fronteggiano e si compenetrano in una danza che riesce a trovare un equilibrio solo nell’uomo.
Per tutti questi motivi e per aver messo l’uomo al centro del suo universo, Patricia  Saco, è stata scelta per partecipare alla mostra COELVM.


TRAY MEAD
L’artista vive e lavora a Gilbert, Arizona, Stati Uniti


Formazione:
Tray Mead è cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre era un fotografo e scultore di fama mondiale, anche la madre era un’artista molto coinvolta in sperimentazioni di vario genere.
Vince tre premi nazionali all’età di 14 anni.
Si laurea alla State University in Arizona.
Sviluppa una grande passione per l’arte tribale e per l’archeologia, molte sono le sue esperienze in giro per il mondo: in Amazzonia, Messico, Perù e in Europa.
L’artista è poi stato il direttore fondatore del Southwest Museum in Arizona.
Dal 2002 dopo essersi ritirato  dal suo impiego presso il museo si dedica completamente alla sua arte: Fantasy art e Fine Art Photography.




L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’artista presenta delle opere fotografiche elaborate digitalmente, un tipo di arte innovativo che nella tecnica appare così lontano dalla tradizione e dagli affreschi di Palazzo. Tuttavia non va dimenticata la vena innovativa di Federico Cesi, di Galilei  durante tutta la loro vita.
I cieli dell’artista sono notturni perché solo di notte si possono scrutare pianeti misteriosi e sconosciuti. E’ solo al crepuscolo che fate e folletti vengono allo scoperto  e si mostrano, aggirandosi per i giardini di un palazzo fantastico e meraviglioso, come è Palazzo Cesi.
Queste creature fantastiche sono le protagoniste di queste opere che trovano un posto sospeso tra realtà e finzione nella disputa tra teologia e astronomia.

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COELVM: terza sala

di artdirector (18/06/2007 - 09:38)

Nella terza sala ritroviamo opere dalla grande  valenza psicologica come quelle di Lucy O’Donovan  in cui le tele  e i ritratti fisiologici sono deformati dall’umore dell’artista; e poi c’è il tema della trasgressione , la ribellione dato dal gesto volgare, mentre le mani dell’artista che delimitano il cielo ci indicano la via da seguire l’obiettivo da raggiungere.
Queste opere sono in forte contrasto con quelle di Yvel dove” l’illuminazione” avviene attraverso rituali religiosi e allo studio di testi religiosi.
Infine in questa sala troviamo  le opere di Adrei Dobos in cui  il cielo  è un qualcosa che schiaccia l’artista , il mondo e la società gli vanno stretti, vanno cambiati e migliorati e la gente sensibilizzata e resa partecipe. Queste opere esprimono i concetti di critica alla religione e alla società attraverso un linguaggio estremamente sintetico e da decifrare.



SCHEDE ARTISTI:


ANDREI DOBOS

Nato a Bacau in Romania il 28 maggio 1984, attualmente studia a Bucarest

Formazione:

Corso di pittura tenuto da veronica Calin presso il Pupil’s Club, Bacau.
Diplomato presso la  Scuola d’arte “Gh. Apostu” , Bacau.
Sta tuttora svolgendo i suoi studi presso l’Accademia di architettura di Bucharest.         


Mostre Principali:

- Esposizione di gruppo presso la “Hall of Gh Asachi”, Iasi - Romania (1998)
- Esposizione personale presso il Lagoon Café, Cluj - Romania (1999)
- “Exhibition Hall of Art Faculty”, Pontevedra - Spagna (2000)
- Premiato alla “Arts Alliance” Galleries, CluJ - Romania (2000)
- Esposizioni collettive presso la galleria Camaver di Lecco e successivamente nella mostra del programma di Antichi Palazzi ad Acquasparta (Tr) (2005)
- Esposizione collettiva nella mostra di Antichi palazzi ad Acquasparta e successivamente nella nuova sede di Sondrio della camaver Kunsthaus. (2006)
- Mostra presso Big Square, Sibiu - Romania (2007)    
  

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

I suoi lavori sono una allegoria di diversi momenti, che vanno dalle punte più alte di felicità a quelle più basse della disperazione, e sono costruite attraverso contraddizioni ed ispirate dagli eventi della vita di ogni giorno.
Il suo obiettivo principale è di trasmettere questi sentimenti all’osservatore e attraverso essi condividere i suoi pensieri più intimi.
Le opere di Dobos si collocano in maniera interessante all’interno dell’esposizione COELVM, esse manifestano un’inquietudine, sono opere che testimoniano una voglia di apertura verso altre mete e verso nuove idee, stili di vita e modelli di comportamento. Proprio come era nello spirito dei “Lincei”, tesi verso un nuovo modo di vedere il mondo.



LUCY O’ DONOVAN

Nata  il 30 aprile 1975 vive e lavora a Glasgow in Scozia

Formazione:
L’artista è una neuropsichiatra, anche se ha studiato anche chirurgia veterinaria, e il suo lavoro ha avuto una parte importante nel suo lavoro artistico.
L’artista si può definire autodidatta e muove i suoi primo passi nell’osservazione anatomia.
Ha frequentato il corso di “ Life and Portrai Painting” alla scuola d’arte di Glasgow

Mostre Principali:
Lucy O’ Donovan ha partecipato con grande successo alla mostra “Terra per Uomini Liberi” della serie Antichi Palazzi, organizzata da Camaver Kunsthaus International presso Palazzo Martinengo a Sondrio nel corso del dicembre 2006


L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

Ciò che affascina Lucy O’Donovan è il corpo umano e come questo rifletta i sentimenti che più lo coinvolgono. E’ importante il ritratto del corpo nella maniera più realistica possibile ma anche introspettiva. L’artista tende a ritrarre le persone che conosce o che hanno una certa importanza nella sua vita, e questo attaccamento, questo rapporto sembra influenzare molto la pittura. Le forme e i colori della carne è una sfida costante verso la resa il più  verosimile possibile, un continuo sperimentare.
La scelta dei lavori di Lucy O’ Donovan può sembrare singolare, ma nello studiare la storia dell’Accademia e dei suoi personaggi  grande interesse  ha destato la psicologia di questi uomini che si addentravano in una regione oscura e inesplorata, con la loro “vista da lince” come strumento.
Anche lo psichiatra si addentra nella regione oscura e inesplorata della psiche umana, in questo caso lo strumento di questa analisi è la pittura.
E poi  c’è il cielo e la provocazione, la ribellione dalla società. Il cielo racchiuso da uno spazio delimitato dalle mani palcoscenico della nostra vita o via di fuga verso la libertà.

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COELVM: Video

di artdirector (14/06/2007 - 09:32)

Un piccolo video amatoriale realizzato con le foto fatte durante i giorni di inaugurazione della mostra.

A short amateur video made with pictures taken during the opening of the exhibition.

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COELVM: seconda sala

di artdirector (13/06/2007 - 12:06)

Proseguendo nella seconda  sala della mostra COELVM troveremo le opere di altri artisti come Jorge Gonçalves Romero, Luise Anderse, Kerry Brown e Fabio Castagna.
Gonòalves Romero ci presenta  opere in cui i personaggi sono colori puri e il resto dell’ambiente è dato dalle ombre. E’ la libertà di essere ciò che si vuole il tema di questi lavori, di avere proprie regole  e di creare un proprio mondo per vivere in serenità. La libertà ci connette col pensiero dei Lincei e con la  loro libertà di espressione.
Di tutt’altro stile sono le opere di Fabio Castagna che  riprendono il filone della ricerca sui fenomeni celesti e astronomici. Ma gli artisti non sono scienziati e spesso il moto celeste segue  leggi espressive personali che sono più vicine alla poesia che non alla geometria.
Kerry Brown è  tematicamente vicina sia a Gonçalves Romero ma anche con Baddeley della sala precedente. Anche questa artista crea personaggi  strani e ricchi di simbologie, sembrano quasi degli abitanti di un mondo onirico o forse di marte o della luna. Ma sono pur sempre personaggi liberi capaci di dar forma ad un universo di pensieri solo con la forza della loro mente.
Infine Luise Andersen ci riporta nel mondo della introspezione psicologica, un viaggio intimista, uno stream of consciousness  che travolge e che porta a galla immagini ricoducili anche a iconografie vagamente  religiose. Il cielo da esplorare qui e il proprio inconscio.


SCHEDE ARTISTI:



LUISE ANDERSEN

Nata a Linz in Austria  il 21 Luglio 1943 ha trascorso la sua gioventù nella Germania  del Nord. attualmente vive e lavora a Fontana in California, USA

Formazione:
Dopo gli studi di base  e di psicologia  segue con frequenza  discontinua  gli insegnamenti artistici  dal professor Joachim Bayer.

Mostre Principali:
Luise partecipa da anni a molte esposizioni principalmente nel sud della California, con la Fontana Art Association, la Four Season Gallery, L’Ontario Museum, la Mary Vagle Nature Museum e molti altri.
Nel 2005 partecipa alla mostra BLU del programma di Camaver Kunsthaus  Antichi Palazzi, presso la torre Viscontea a Lecco.
Nel 2006 sempre per la seria Antichi Palazzi partecipa alla mostra “La perfezione della Conoscenza” a Palazzo Cesi ad Acquasparta.
Sempre nel 2006 mostra personale presso International Art Gallery a Parigi in collaborazione con Camaver Kunsthaus International.


L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
Le opere di Luise Andersen sono difficilmente catalogabili sotto una categoria artistica ben precisate. Si tratta di opere personalissime in cui si assiste allo “stream of consciousness” dell’artista  che riversa in maniera libera e  senza costrizioni le immagini e i pensieri che affollano la sua mente.
Le sue opere  occupano una  posizione particolare in relazione al tema della mostra, ma il cielo spesso ha assunto significati simbolici diversi, diventando anche specchio di noi stessi, i suoi infiniti spazi azzurri trovano una corrispondenza negli spazi immensi della nostra psiche  e il blu-azzurro-indaco-viola diventano i colori della comunicazione, della riflessione psicologica e  dell’introspezione, ma anche dell’illuminazione e del contatto con qualcosa di superiore.



KERRY BROOMHEAD BROWN

L’artista nata in Inghilterra ma vive e lavora  in Olanda.

Formazione:
L’artista ha compiuto studi artistici  nel Sud dello Yorkshire e nel Lincolnshire in Inghilterra, dopo di che ha iniziato a lavorare professionalmente nel campo dell’arte

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

L’artista ha maturato il suo stile attuale attraverso anni di esperienze personali e interiori, un  merito di sicuro va riconosciuto alla famiglia di origine molto incline all’arte in tutte le sue forme. Di grande importanza devono essere stati i numerosi viaggi compiuti dall’artista durante tutta la sua vita. Il conoscere gente nuove e culture differenze ha contribuito a sviluppare la sensibilità dell’artista.
Le opere dell’artista infatti seguono un certo eclettismo sia nelle forme, nelle tecniche, nei materiali e nei colori. Di sicuro sono molte le correnti artistiche che hanno influenzato quest’artista. Uno dei quadri di Kerry Brown è stato scelto come locandina ufficiale della mostra COELVM. Il quadro raffigura due personaggi che stringono  una mela, altre mele diventano dei pianeti persi nel mare dei pensieri e delle costellazioni.
I personaggi guardano il cielo, quasi a voler evolversi, non curandosi delle leggi imposte loro. Figure libere, spesso oniriche  che sussurrano misteri di  un mondo paradisiaco e fantastico



FABIO CASTAGNA

Nato a Sarzana (SP) nel 1968

Formazione:
Artista autodidatta, ha seguito il suo istinto e il suo amore per la pittura.
Inizia a ritrarre paesaggi liguri. Nel 2000 teorizza  una nuova corrente pittorica da lui chiamata Sovrapposizionismo” in cui tenta di rappresentare la "reale visione" della realtà vista da un ' angolazione non ancora esplorata , e cioè la sovrapposizione oggettiva e visiva della realtà che ci circonda.Nel 2003 fonda e teorizza un'altra nuova corrente pittorica da lui chiamata "Alfatecnismo", in cui si  intende mostrare attraverso una nuova  concezione visiva , una sorta di nuovo alfabeto formato dalle impronte , tratti e forme degli oggetti tecnologici che sono intorno a noi.

Mostre Principali:
2007- XXXII Rassegna Internazionale d'arte - La Telaccia D'Oro", Torino, Montecarlo, San Remo.
2007 - espone alcune sue opere Sovrapposizioniste  in televendita sull'emittente TV satellitare "LIBERA TV" (SKY924)
2007 espone alcune sue opere Sovrapposizioniste in una mini personale al Premio Internazionale d'arte "La Perla dell'Adriatico" nelle sale del "Club Hotel Le Terrazze"di Grottammare (Ascoli Piceno) -Vinto Premio "Presidente del Consiglio dei Ministri"
2007 è invitato ad esporre una sua opera Alfatecnista al "4° Premio Internazionale - Open Art 2007" nelle "Sale del  Bramante" a Piazza del Popolo a Roma
2006 - espone una sua opera Sovrapposizionista al "1° Concorso Internazionale - Arte Laguna" a Mogliano Veneto (Treviso)
2006  - è invitato ad esporre alcune opere Alfatecniste alla "Mostra internazionale di arte contemporanea -La perfezione della conoscenza" nelle sale di "Palazzo Cesi" ad Acquasparta (Terni)

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

Fabio Castagna  presenta in questa mostra le sue ultime creazioni della serie “Alfacinetiche”.
L’artista presenta in una delle sue opere una composizione modernissima che ricorda il famoso calendario Maya che scandiva in maniera molto precisa il moto della terra e degli astri.  Inserisce simboli che richiamano  circuiti stampati e le chiavi che più che aprire contribuiscono ad aggiungere mistero.
La stessa atmosfera moderna è presente  anche nelle altre composizioni in cui sembra che il cosmo  venga tradotto in realtà virtuale e cibernetica secondo regole matematiche complesse.
Opere dove però, a volte si aprono degli squarci dorati.... verso dove?



JORGE HUMBERTO GONCALVES ROMERO

Nato a Caracas in Venezuela nel 1958. Ora vive a Vienna.

Formazione:

1966, segue un corso di disegno caricaturale.
1972, è stato iniziato alla pittura ad olio dal pittore venezuelano Manolo Pèrez.
1980-1981,  si concentra sulla pittura a spatola con l’artista spagnolo Francisco Olmedo.
1985, si dedica al nudo con l’artista tedesco  Hans Ortner.
1988, PhD  in Computer Architecture.
        
Mostre Principali:

Inizia ad esporre non ancora ventenne nel proprio paese d’origine per poi spostarsi in Europa, dove ha registrato un gran numero di presenze in mostre personali e collettive.

- “Inspiracion ser Humano”, Ambasciata del BR. Venezuela (2006)
- XXX Anniversario di esposizioni, Opec Fund, Vienna - Austria (2006)
- “Bulk Builnding Exhibition”, New York -USA (2004)
- “Gemeinschaftsausstellung: Spring Impulses”, Galerie El Arcangel, Vienna (2004)
- “The Latin American Art Salon”, Budapest - Ungheria (2003)
- “The Latin American Fine Art Exhibition”, Agora Gallery, SoHo (NY)-USA (2003)
- "Contemporary Venezuelan Art”, M.A. Doran Gallery, Tulsa - Oklahoma (2002)
- “Indipendent day”, presso la residenza viennese dell’ambasciatore venezuelano (2001)
- “City dreams”,  Castello Weitra (Austria), mostra organizzata dalla principessa Stefanie Von Fuerstenberg (2000)

Le sue opere fanno parte anche di diverse collezioni private in Germania, Austria, Saudi Arabia, USA, Inghilterra, Svizzera

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

Il suo lavoro riflette la sua visione libera della pittura, riflettendo il suo tranquillo approccio alla vita e la sua natura pacifica. Attraverso l’uso di colori forti e forme ben definite, cerca di trasmettere la forza di uomini e donne che infine risultano essere una singola entità. Il suo obiettivo è quello di rappresentare la personalità, lo spirito di questi uomini e donne, usando espressioni che non possono essere riscontrate realmente nel volto e nel corpo.

L’artista ha concentrato gran parte del suo lavoro sullo studio della luce, avvalendosi anche dei suoi studi matematici. Nelle sue opere esplora toni contrastanti per far emergere l’energia del sole e la bellezza delle ombre.
Le opere  dell’artista  è come se ci comunicassero che tutti noi siamo diversi e speciali con idee diverse che ci fanno apparire di un colore diverso rispetto agli altri. La libera espressione è una delle tematiche di Gonçalves Romero e motivo della sua presenza all’interno della mostra COELVM.

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